Moody’s: con interruzione prolungata Hormuz gas europeo oltre i 100 euro
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**Moody’s lancia l’allarme: interruzione prolungata nello Stretto di Hormuz potrebbe spingere il gas europeo oltre i 100 euro/MWh. L’Italia tra i più esposti**
L’agenzia di rating Moody’s ha pubblicato oggi un report che suona come un campanello d’allarme per l’Europa e in particolare per l’Italia. In caso di **interruzione prolungata** delle rotte LNG attraverso lo Stretto di Hormuz (attualmente bloccato per le tensioni Iran-USA-Israele), i prezzi del gas sul mercato europeo (TTF) potrebbero schizzare **ben al di sopra degli attuali livelli a termine, fino a superare potenzialmente i 100 euro per megawattora**.
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Il testo del report, ripreso integralmente dalle agenzie, è chiaro:
> «Un’interruzione prolungata nello Stretto di Hormuz potrebbe spingere i prezzi del gas in Europa ben al di sopra degli attuali livelli a termine, fino a superare potenzialmente i 100 euro per megawattora».
> L’Ue ha importato circa 10 miliardi di metri cubi di GNL dal Qatar nel 2025 (pari a circa il 2% delle importazioni totali di gas e al 3% della domanda UE).
> «Con lo stoccaggio di gas attualmente al di sotto della media a lungo termine, il rischio principale è rappresentato da un rallentamento delle immissioni in stoccaggio durante l’estate, che lascerebbe le scorte al di sotto dei livelli richiesti in vista della stagione invernale».
> «L’esposizione a una carenza di approvvigionamento è concentrata in **Italia e Belgio**, poiché il Qatar rappresentava rispettivamente il **4%** e il **16%** delle importazioni totali di GNL di questi paesi nel 2024, il che implica potenziali e significativi deficit di approvvigionamento interno in assenza di volumi sostitutivi».
Spagna, Germania, Francia e Regno Unito risultano invece meno esposte direttamente.
**La situazione attuale**
Il prezzo TTF (benchmark europeo) viaggia oggi intorno ai **54-56 €/MWh** (dati di fine marzo 2026). È già più che raddoppiato rispetto ai minimi di febbraio, ma resta ancora lontano dai picchi del 2022. Un balzo a 100 €/MWh rappresenterebbe però un aumento di circa l’**80-85%** rispetto ai livelli attuali.
### Stima impatto sulle bollette italiane: cosa cambierebbe a 100 €/MWh
| Scenario prezzo gas TTF | Aumento rispetto a oggi (~55 €/MWh) | Aumento stimato bolletta gas annua famiglia media | Bolletta gas annua stimata | Aumento bolletta luce (indiretto, per generazione termoelettrica) |
|---|---|---|---|---|
| Attuale (55 €/MWh) | – | – | ≈ 1.900-1.950 € | – |
| 80 €/MWh (scenario moderato) | +45% | +380-480 € | ≈ 2.300-2.430 € | +80-120 € annui |
| 100 €/MWh (allarme Moody’s) | +82% | +650-820 € | ≈ 2.550-2.770 € | +150-220 € annui |
**In sintesi per l’Italia:**
– Una famiglia tipo pagherebbe **circa 650-820 euro in più all’anno solo di gas** (equivalente a **+34-42%** sulla bolletta gas).
– Sommando l’effetto indiretto sulla bolletta elettrica (l’Italia produce ancora ~45% di energia da gas), l’aggravio totale potrebbe arrivare a **800-1.000 euro annui** per nucleo familiare.
– Le fasce più deboli (bonus sociale) vedrebbero un parziale scudo, ma ARERA ha già dovuto tagliare del 15% la componente CRVI proprio per mitigare gli effetti delle tensioni geopolitiche.
– Le imprese energivore (ceramica, vetro, chimica, siderurgia) rischiano aumenti ancora più pesanti, con possibili ripercussioni su prezzi al consumo e posti di lavoro.
**Perché l’Italia è tra le più esposte?**
Oltre alla quota di GNL qatariano, pesano:
– Stoccaggi sotto la media storica.
– Dipendenza ancora elevata dal gas per riscaldamento e produzione elettrica.
– Accise e costi di rete fissi che, pur ammortizzando una parte dell’aumento, non bastano a contenere un balzo di questa portata.
**Cosa potrebbe succedere nei prossimi mesi**
Se la crisi nello Stretto di Hormuz si protraesse oltre l’estate, Moody’s prevede difficoltà a riempire gli stoccaggi per l’inverno 2026-2027. Il governo e l’UE stanno già lavorando a diversificazione (USA, Norvegia, Algeria) e a misure di contenimento dei consumi, ma il rischio di un nuovo “shock 2022” è concreto.
**Conclusione**
L’allarme di Moody’s non è un’ipotesi catastrofica: è un’analisi realistica basata sui dati di dipendenza. A 100 €/MWh il gas tornerebbe a essere un problema strutturale per le famiglie e per l’economia italiana. Il messaggio è chiaro: più si ritarda la transizione energetica e la diversificazione delle fonti, più alto sarà il conto che pagheremo ogni volta che il Medio Oriente trema.
Fonti: report Moody’s (30 marzo 2026), dati TTF in tempo reale, proiezioni ARERA/Facile.it. I numeri sono stime conservative basate su consumi medi 2026 e composizione attuale della bolletta (la componente “materia prima” pesa oggi circa il 50-55% del totale). Se la crisi si risolvesse rapidamente, gli aumenti potrebbero essere temporanei e parzialmente assorbiti. Altrimenti, l’inverno 2026-2027 rischia di essere molto caro.


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