RONDA SHARIA PICCHIA FIDANZATINI A MILANO: “MA COME TI VESTI, COPRITI”
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**RONDA DELLA SHARIA PICCHIA COPPIA FIDANZATINI A TRENNO (MILANO): “COPRITI”**
“Ma come ti vesti? Copriti”
Una coppia, 17 anni lui e 18 lei, sono stati aggrediti e pestati a sangue anche con un manganello da un branco di “maranza” nordafricani. pic.twitter.com/YRg0zwiYgA
— Francesca Totolo (@fratotolo2) March 30, 2026
A **Trenno**, quartiere popolare di Milano, le ronde della Sharia hanno colpito ancora. Non più un episodio isolato, ma l’ennesima aggressione organizzata ai danni della nostra gioventù italiana. Sabato 28 marzo 2026, in pieno giorno, una coppia di fidanzatini – lui di 17 anni, lei di 18 – è stata massacrata di botte da un branco di “maranza” nordafricani.
Due ragazzi come tanti, fidanzati, che camminavano per le strade del loro quartiere. La ragazza viene subito apostrofata con disprezzo: «Ma come ti vesti? Copriti». Non è un insulto qualunque: è l’ordine secco di una polizia morale islamica che pretende di imporre il velo e il “pudore” shariatico anche nei nostri quartieri. Pochi istanti dopo partono le botte. Pugni, calci, manganellate. Il ragazzo prova a difendere la fidanzata e finisce pestato a sangue. Entrambi ricoverati in ospedale, con ferite che gridano vendetta.
Il post di Francesca Totolo ha fatto il giro del web e ha squarciato il muro di silenzio mediatico. Non si tratta di “ragazzini che litigano”: è un branco di nordafricani che si sente padrone del territorio a Trenno, come in tanti altri quartieri di Milano. “Maranza” che non tollerano una ragazza occidentale vestita come vuole nella sua città. È la Sharia che avanza, non con sermoni, ma con manganelli e violenza pura.
Trenno non è un caso isolato. È il simbolo di un quartiere che, come tanti altri nella periferia milanese, sta diventando zona franca per chi impone la legge del Corano. Le stesse scene che abbiamo visto a Parigi, Londra, Bruxelles: no-go zone dove la legge italiana è carta straccia e vige solo la regola islamica. La polizia arriva dopo, la magistratura minimizza, la sinistra grida “razzismo” se qualcuno osa denunciare l’islamizzazione in corso.
La coppia di fidanzatini non ha fatto nulla di male. Erano semplicemente italiani, liberi, innamorati. Per i nuovi padroni delle nostre strade questo è un affronto intollerabile: la donna deve coprirsi, la coppia mista non deve esistere, la libertà occidentale deve inchinarsi al diktat della Sharia.
Basta con il politically correct suicida. L’immigrazione di massa da paesi islamici non porta “arricchimento culturale”: porta un’ideologia incompatibile con la nostra civiltà. Una religione che considera la donna un oggetto da nascondere, l’occidentale un infedele da sottomettere, la democrazia un sistema da abbattere.
I globalisti, la sinistra arcobaleno e i buonisti da salotto che hanno spalancato le porte sono complici diretti di questi pestaggi.
È ora di dire basta. Rimpatri immediati e senza appello per chi delinque e impone la Sharia. Controlli veri alle frontiere, chiusura dei centri di accoglienza trasformati in covi di criminali, e un messaggio chiaro a chi arriva: in Italia si vive secondo le leggi e i costumi italiani, oppure si torna indietro.
I fidanzatini pestati a Trenno non sono vittime di una “rissa”. Sono i primi martiri dell’islamizzazione che avanza sotto i nostri occhi. Se non ci svegliamo ora, domani toccherà alle nostre figlie, alle nostre sorelle, ai nostri quartieri interi.
L’Italia non diventerà califfato. La resistenza parte da Trenno, da Milano, da ogni strada dove la Sharia pretende di comandare. Chiamiamo le cose con il loro nome e pretendiamo che vengano fermate. Prima che sia troppo tardi.


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