Toghe pro-clandestini liberano un’altra nave negriera delle ONG

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By V marzo 30, 2026 13:38

Toghe pro-clandestini liberano un’altra nave negriera delle ONG

**Sentenza pro Ong: annullato il terzo fermo alla Geo Barents di MSF – l’ennesima beffa delle toghe rosse, mentre il governo troppo molle resta a guardare e gli italiani pagano il conto**

È l’ennesima vergogna, l’ennesima dimostrazione che in Italia la magistratura è diventata il braccio armato del buonismo ideologico e delle Ong, mentre il governo Meloni – troppo molle, troppo lento, troppo impacciato – si fa umiliare dalle sue stesse leggi che finiscono in frantumi nei tribunali. La nave Geo Barents di Medici Senza Frontiere, quella che da anni fa la spola nel Mediterraneo centrale tra soccorsi “umanitari” e sbarchi di massa, ha appena incassato il terzo annullamento del fermo amministrativo. Il Tribunale di Salerno, con una sentenza fresca di giornata, ha dichiarato illegittimo il provvedimento emesso nell’agosto 2024 ai sensi del Decreto Piantedosi. Risultato? La nave torna a navigare indisturbata, le Ong esultano e gli italiani onesti, quelli che pagano le tasse per mantenere questo circo, si ritrovano con l’ennesimo schiaffo in faccia.

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I fatti sono chiari come il sole: la Geo Barents è stata fermata quattro volte in base al decreto che impone regole semplici e sacrosante – dirigersi subito al porto assegnato dopo un salvataggio, stop ai soccorsi multipli senza autorizzazione, sanzioni da 10 a 60 giorni di blocco fino alla confisca. Ma la terza volta è stata la più grottesca: i giudici di Salerno hanno ribaltato tutto, affermando che «spetta alle autorità italiane dimostrare le violazioni» e che le indicazioni della Guardia costiera libica «non possono essere considerate un coordinamento da parte di un’autorità competente». Traduzione per i contribuenti che finanziano tutto questo: le Ong possono ignorare le regole, fare quello che vogliono, e tocca allo Stato – cioè a noi – dimostrare che sbagliano. Altrimenti, assoluzione piena e via libera al business del mare.

Grande festa per Medici Senza Frontiere. Juan Matías Gil, capomissione, ha esultato: «Un’altra sentenza che ribadisce il dovere di salvare vite in mare e mette in luce l’ostruzionismo sistematico delle autorità italiane». Ostruzionismo? Ma quale ostruzionismo! È ostruzionismo difendere i confini, evitare che il Mediterraneo diventi un taxi gratuito per migliaia di irregolari, o è piuttosto ostruzionismo delle Ong che trasformano il soccorso in un ponte per l’invasione? Eppure, nonostante le “vittorie in tribunale”, MSF continua a lamentarsi di “vessazioni amministrative” mentre “le persone continuano ad annegare a causa delle politiche fallimentari dell’Europa”. Peccato che le uniche politiche fallimentari siano quelle che lasciano le Ong libere di fare da traghettatori, mentre i veri soccorritori della Guardia Costiera e della Marina lavorano sul serio.

È la stessa logica perversa che abbiamo visto mille volte:
– Fermata la nave, ma i giudici la sbloccano perché “il fatto non sussiste”.
– Ong che ignorano i porti assegnati e vengono premiate con sentenze che scaricano la colpa sullo Stato.
– Migranti irregolari che arrivano, occupano, delinquono, e le toghe li difendono a oltranza.
– Nessuna pietà, invece, per i cittadini italiani vittime di stupri, rapine o omicidi commessi da chi è sbarcato grazie a queste “missioni umanitarie”.

E il governo? Troppo molle. Il Decreto Piantedosi era un tentativo – timido, tardivo, ma pur sempre un tentativo – di mettere un freno a questa follia. Ma a che serve approvare norme se poi i magistrati le smontano una per una, scaricando l’onere della prova sullo Stato e dando ragione alle Ong? Giorgia Meloni ha parlato tante volte di “sentenze assurde” e di soldi degli italiani regalati a chi viola la legge. Qui è peggio: non solo si regalano soldi (indirettamente, con i costi dei soccorsi e dell’accoglienza), ma si regalano anche le regole del gioco. Il governo resta a guardare, annaspa tra ricorsi e annullamenti, mentre le navi Ong continuano a fare il loro comodo.

Questa sentenza è un insulto ai veri soccorritori, a chi rischia la vita ogni giorno per difendere i confini, e a tutti gli italiani che vedono i loro ospedali, le scuole e le strade intasate da un’invasione che non si ferma. I magistrati – quelli delle correnti rosse, quelli che odiano i decreti di destra – continuano a fare i paladini delle Ong, mentre il governo troppo molle non trova il coraggio di riformare sul serio la giustizia.

Basta. Il 22 e 23 marzo il referendum per separare le carriere, sorteggiare il CSM e punire le toghe politicizzate è stata la prima scintilla. Ma serve andare oltre: il governo deve svegliarsi, blindare i decreti, espellere chi abusa del “soccorso” e smetterla di essere molle con chi deride l’Italia. Altrimenti la pacchia delle Ong e delle loro sentenze complici continuerà per sempre. E gli italiani onesti, quelli che pagano tutto, resteranno gli unici a rimetterci. La pacchia è finita – o deve finire ora, prima che sia troppo tardi!

Toghe pro-clandestini liberano un’altra nave negriera delle ONG ultima modifica: 2026-03-30T13:38:38+00:00 da V
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By V marzo 30, 2026 13:38
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