Passeggia sotto casa: 69enne massacrato. È in fin di vita

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By V marzo 30, 2026 16:27

Passeggia sotto casa: 69enne massacrato. È in fin di vita

**Tor Sapienza, l’ennesimo incubo: anziano italiano massacrato di botte e rapinato da un immigrato del Mali mentre passeggiava sotto casa. È in fin di vita.**

Roma, 30 marzo 2026. Mentre un pensionato di 69 anni, un romano doc, faceva una passeggiata serena sotto casa in via di Tor Cervara, a Tor Sapienza, la periferia est della Capitale è diventata teatro dell’orrore. Un pugno in faccia, una colluttazione feroce, trascinato a terra come un sacco. Il bottino? Un borsello con documenti e cellulare. L’aggressore? Un 38enne del Mali, arrestato poche ore dopo dagli agenti del V Distretto Prenestino mentre tentava di dileguarsi in via Raffaele Costi. La vittima è stata operata d’urgenza al Policlinico Umberto I e versa in prognosi riservata: le sue condizioni sono gravissime. Un colpo al cuore dell’Italia che non ne può più.

I fatti sono agghiaccianti e parlano da soli. L’anziano camminava tranquillamente quando il malvivente lo ha avvicinato chiedendo soldi. Al rifiuto – legittimo, sacrosanto – è scattata la violenza bestiale: un pugno violento al volto, poi la lotta, la caduta, il furto. Un’aggressione brutale, senza pietà, contro un uomo che avrebbe potuto essere nostro padre o nostro nonno. La figlia, arrivata sul posto, ha chiamato il 112. La vittima, ancora cosciente, ha fornito i dettagli che hanno permesso agli investigatori di rintracciare il responsabile in tempi record. Ma questo non cancella l’orrore: l’anziano lotta tra la vita e la morte per aver osato dire di no a chi pretendeva di imporsi con la forza.

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E chi è l’autore di questa barbarie? Un 38enne originario del Mali, fermato e portato in carcere a Regina Coeli. È gravemente indiziato di rapina aggravata, lesioni personali dolose aggravate e resistenza a pubblico ufficiale. Un profilo che si inserisce in un copione tristemente noto: immigrato irregolare o comunque sbarcato in Italia, che invece di integrarsi o rispettare le regole sceglie la strada della prevaricazione. Tor Sapienza non è nuova a queste emergenze. Quartiere popolare, abitato da italiani che lavorano, pagano le tasse e chiedono solo di vivere in pace. Eppure, da anni, è diventato un simbolo del degrado causato da un’immigrazione incontrollata: occupazioni abusive, spaccio, episodi di violenza che si ripetono con una frequenza allarmante.

Basta. Questo non è un “incidente isolato”, come vorrebbero farci credere certi ambienti buonisti. È l’ennesima prova di un sistema fallimentare che ha spalancato le porte senza controlli, senza selezione, senza pretendere rispetto per le nostre leggi e per la nostra gente. Mentre i nostri anziani – quelli che hanno costruito questo Paese – vivono nel terrore di uscire di casa, chi arriva da fuori spesso porta con sé problemi che non siamo in grado di gestire. La sicurezza dei cittadini italiani non può essere sacrificata sull’altare di un’accoglienza indiscriminata che si è rivelata un disastro.

Le forze dell’ordine hanno fatto il loro dovere, come sempre: rapido l’intervento, efficace l’arresto. Ma non basta fermare il singolo. Serve un cambio di rotta radicale: rimpatri immediati per chi commette reati, chiusura delle frontiere a chi non ha diritto di stare qui, pene esemplari e zero tolleranza. L’Italia non è un faro per tutti i disperati del mondo: è la casa degli italiani. E deve tornare a esserlo, protetta e sicura.

Fino a quando non si capirà questo, episodi come quello di via di Tor Cervara continueranno a macchiare di sangue le nostre strade. E ogni volta che un anziano italiano finisce in ospedale per colpa di un’aggressione del genere, è una ferita aperta per l’intera nazione. È ora di dire basta. Prima che sia troppo tardi.

Passeggia sotto casa: 69enne massacrato. È in fin di vita ultima modifica: 2026-03-30T16:27:17+00:00 da V
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