Emergenza Moschee nel Lazio: Oltre 150 Centri Islamici Abusivi
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**Emergenza Moschee nel Lazio: Oltre 150 Centri Islamici Abusivi (i Sedicenti “Centri Culturali”) e l’Urgenza di Azzerare l’Immigrazione Regolare Islamica per Fermare l’Islamizzazione – Con Roma Capitale dell’Abusivismo**
Il Lazio è diventato l’epicentro nazionale dell’emergenza islamizzazione, con **Roma che detiene il triste primato di città con il maggior numero di centri islamici irregolari d’Italia**. Non esistono grandi moschee ufficiali con minareti e cupole autorizzate su larga scala (a parte la storica moschea di Monte Antenne), eppure i sedicenti “centri islamici” o “centri culturali” proliferano senza controllo. Secondo la mappatura avviata dalla Lega nel 2025 e le denunce del Viminale, nel Lazio sono attivi **oltre 150 centri di culto islamici**, la stragrande maggioranza in pieno abusivismo: garage, scantinati, ex magazzini, ex capannoni o locali commerciali trasformati illegalmente in luoghi di preghiera, senza cambio di destinazione d’uso, senza permessi urbanistici e senza rispetto delle norme di sicurezza.
Fabrizio Santori, capogruppo della Lega in Assemblea Capitolina, lo denuncia da mesi insieme alle europarlamentari Anna Maria Cisint e Silvia Sardone: «Roma è oggi la città con il maggior numero di centri islamici irregolari d’Italia. Abbiamo già mappato decine di abusivi solo nella Capitale, dal V Municipio (Centocelle e Tor Pignattara) alla Magliana, Esquilino, Ostia e San Basilio». Solo a Roma si contano **oltre 60 irregolari**, molti dei quali con oltre mille fedeli che pregano in doppio turno il venerdì perché lo spazio non basta. Casi eclatanti: la moschea abusiva di Centocelle (sequestrata dopo anni di abusi), quella di Tor Pignattara con 10 sale di preghiera irregolari, l’ex colonia di Ostia chiusa dalla Polizia Locale, e decine di garage riadattati a moschee. La sinistra di Gualtieri chiude un occhio mentre i cittadini romani e laziali pagano il prezzo in degrado, traffico, rumori, insicurezza e perdita di valore immobiliare.
Questi non sono innocui “centri culturali”. Sono hub di radicalizzazione e indottrinamento. Come documentato da Santori, Cisint e Sardone, in molti di questi spazi si viola la legge italiana: si predica contro l’Occidente, si applica la sharia parallela, si segregano le donne e si indottrinano i bambini. A Roma si moltiplicano le segnalazioni di imam sotto osservazione e finanziamenti dall’estero (Qatar e Fratelli Musulmani). A livello nazionale si stima che oltre 1.000 moschee abusive operino in Italia ignorando ordinanze di chiusura. Nel Lazio, regione con una presenza musulmana in fortissima crescita (oltre 220.000 fedeli secondo stime ISMU aggiornate al 2025, con Roma che da sola ne conta circa 120.000), questo fenomeno è devastante perché si sovrappone a una comunità già massiccia e concentrata nella Capitale.
**Perché è urgente azzerare subito l’immigrazione regolare islamica?**
Il problema non nasce dal nulla. Nasce dall’immigrazione di massa dai Paesi islamici (Marocco, Bangladesh, Pakistan, Egitto, Tunisia, Albania musulmana), che negli ultimi anni ha portato nel Lazio decine di migliaia di arrivi legali: permessi di soggiorno per lavoro, ricongiungimenti familiari e “protezione” variamente concessa. Questi flussi regolari – non solo gli irregolari – sono il vero motore dell’islamizzazione, perché creano comunità stabili che poi pretendono moschee, halal nelle mense, spazi separati e, alla fine, sharia soft.
Fermare l’immigrazione regolare islamica non è razzismo: è legittima difesa della nostra civiltà romana e laziale. Ecco perché è urgente:
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1. **Demografia e sostituzione culturale**: I musulmani hanno tassi di natalità doppi o tripli rispetto agli italiani. Senza nuovi arrivi, la crescita si ferma. Con gli arrivi regolari continui, in pochi decenni interi quartieri di Roma (Tor Pignattara, Centocelle, Esquilino, Ostia) diventeranno enclave dove la legge italiana è solo un optional.
2. **Mancanza di integrazione e creazione di società parallele**: I dati parlano chiaro. L’Islam non è solo una religione: è un sistema politico-giuridico (sharia) incompatibile con la Costituzione, la laicità e i diritti delle donne. I “centri islamici” sono i laboratori dove si forma questa separazione. Non si integrano: si espandono.
3. **Sicurezza nazionale**: Radicalizzazione, foreign fighters, predicatori salafiti. Molti imam sono sotto indagine. Ogni nuovo centro abusivo è un potenziale focolaio, come dimostrato dai casi di terrorismo sventati in Italia e dai legami con predicatori esteri.
4. **Costi sociali ed economici**: Ospedali, scuole, welfare sotto pressione. Quartieri che perdono valore immobiliare. Controllo del territorio che sfugge alle forze dell’ordine.
La Lega e la destra laziale hanno ragione da vendere: basta con le moschee abusive, basta con l’intesa con l’Islam (che non esiste proprio perché l’Islam rifiuta la reciprocità). Serve un blocco totale degli ingressi regolari da Paesi a maggioranza islamica, rimpatri immediati per chi viola la legge e chiusura sistematica di tutti i centri irregolari. Roma e il Lazio non diventeranno un’altra Molenbeek o un’altra banlieue francese.
È ora di scegliere: o difendiamo la nostra terra, la nostra storia millenaria e la nostra libertà, o consegniamo il Lazio all’islamizzazione. La battaglia contro le moschee abusive a Roma è solo l’inizio. L’urgenza è azzerare l’immigrazione islamica regolare. Subito. Prima che sia troppo tardi.


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